La stazione ferroviaria di Valguarnera, inaugurata nel 1911, rappresenta un capitolo affascinante e emozionante della storia del paese. Nel suo massimo splendore, l’edificio ospitava il frenetico via vai dei passeggeri, accogliendo viaggiatori in partenza o in ritorno, provenienti o diretti verso luoghi lontani. Il treno a vapore, simbolo di un’epoca passata, segnava il ritmo della vita quotidiana, con la sua presenza che permeava ogni angolo del paese.
Nel corso dei decenni, la stazione divenne un luogo ricco di significato per molti valguarneresi, che salivano sul treno per intraprendere il lungo viaggio verso le Americhe o altri luoghi del mondo, alla ricerca di un futuro migliore. Per molti, il ritorno, magari dopo anni di lontananza, era un momento di rinnovata speranza, di riabbracci, di ricordi che si intrecciavano con il rumore dei binari e il fischio lontano del treno.
La stazione ha continuato a essere un punto di riferimento fondamentale fino agli anni ’70, quando le linee ferroviarie vennero progressivamente dismesse e il traffico rallentò. Oggi, di quella vivacità, resta solo l’edificio principale, con la sua architettura di inizio secolo, testimone silenzioso di un tempo che fu. La vecchia biglietteria, ancora intatta, conserva il fascino di un’epoca che sembra non volersi arrendere all’oblio, mentre le stanze della prima, seconda e terza classe, una volta arredate per offrire comfort ai viaggiatori, raccontano storie di viaggi, di emozioni e di speranze.
Anche se il fumo dei treni a vapore non solca più l’aria e il rumore dei binari non accompagna più le giornate, la stazione di Valguarnera rimane un luogo carico di memoria, simbolo di partenza e ritorno, di lontananza e di ritorno a casa. Un luogo dove il passato, pur restando silenzioso, continua a sussurrare storie a chiunque sappia ascoltare.
Paolo Totò Bellone










